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Ravenna. “Meditare che questo è stato”. Citando un’opera di Primo Levi, la consigliera regionale Manuela Rontini commenta così il viaggio della memoria, tenutosi dal 4 al 7 ottobre scorso ai lager di Auschwitz e Birkenau (Polonia meridionale), nella Cracovia ebraica, al Museo Schindler e in altri luoghi simbolo della Shoah. L’iniziativa è stata organizzata dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna, e ha coinvolto 48 ragazzi di nove classi quinte di istituti secondari di secondo grado di Faenza e Lugo, oltre al capoluogo. Il viaggio è stato sostenuto dal contributo economico dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Esperienze come questa, spiega la consigliera, hanno un valore importantissimo perché portano le nuove generazioni nei luoghi dell’orrore e del genocidio degli ebrei: “Altrimenti gli errori della storia, tra chi perde coscienza del proprio passato, potranno ancora ripetersi”. La memoria dunque è “il miglior antidoto contro le facilonerie di chi vorrebbe riabilitare, presentandole addirittura in positivo, alcune tra le pagine più buie della storia mondiale”. Il gruppo di studenti ha poi fatto tappa al museo Oskar Schindler, l’industriale tedesco che salvò più di mille ebrei dallo sterminio con il pretesto di impiegarli nella sua fabbrica. Gli istituti coinvolti sono i licei faentini Torricelli-Ballardini e Alfredo Oriani, l’istituto alberghiero Pellegrino Artusi di Riolo Terme, gli istituti lughesi liceo Ricci Curbastro, Polo tecnico, istituto tecnico Sacro Cuore e gli istituti ravennati Tecnico commerciale Giuseppe Ginanni, Itis Nullo Baldini e liceo artistico Pier Luigi Nervi.