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Cesena. Il solerte Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega Nord, punta il dito accusatorio contro l’Amministrazione comunale di Cesena, ‘rea’ di aver perso il finanziamento regionale di 9580 euro concesso per il progetto “Punti di contatto – nuove modalità per la partecipazione attiva dei cittadini per il miglioramento della sicurezza percepita e della convivenza civile”, a causa della mancata presentazione del rendiconto finale entro il termine stabilito del 31 dicembre 2016.

E, naturalmente, Pompignoli accompagna la sua ‘denuncia’ con geremiadi sulla situazione d’emergenza in cui versa Cesena e sul prezioso apporto che il contributo regionale avrebbe dato per risolverla. Di fronte a questa interpretazione a tinte fosche, è legittimo chiedersi da dove l’abbia tratta, dal momento che non mi risulta Pompignoli sia stato visto a Cesena, almeno di recente.

Ma soprattutto mi chiedo perché non abbia esercitato la sua proclamata attenzione al territorio cercando di raccogliere tutte le informazioni e di approfondire l’accaduto, come ci si aspetterebbe da un rappresentante istituzionale del suo rango.

Se ce ne avesse chiesto ragione, saremmo stati lieti di spiegargli cosa è successo.

Proviamo a farlo ora.

 

Il finanziamento al progetto “Punti di contatto” riguardava l’acquisto di un furgone attrezzato per consentire la Polizia Municipale una presenza più assidua e un’operatività più immediata sul territorio. Il progetto è stato approvato nel giugno 2016 e subito dopo il Comune si è attivato per comprare il mezzo prescelto – un Fiat Ducato – attraverso il mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (Mepa), secondo quanto previsto dalle normative vigenti.

La fornitura del mezzo attraverso il Mepa aveva come tempo massimo 5 mesi, e la Fiat, nonostante le ripetute sollecitazioni, se li è presi tutti prima di consegnarlo. A quel punto, però, (e si era già in autunno avanzato) il furgone doveva essere ancora attrezzato secondo le esigenze della Polizia Municipale, e l’incarico è stato affidato ad un’ altra azienda presente sul Mepa (la Bertazzoni di Parma). E anche per questa fase, la tempistica richiesta era di ulteriori 5 mesi. Di fronte a questo quadro – indipendente dalla nostra volontà – appare evidente che il furgone non poteva essere attrezzato entro il 31 dicembre, termine fissato per la conclusione del progetto.

Abbiamo fatto presente la situazione alla Regione che, però, ci ha confermato che il criterio della conclusione del progetto entro il 31 dicembre non era derogabile. Ci risulta che anche altre amministrazioni abbiano avuto lo stesso problema. Tuttavia, ci preme sottolineare che, pur in attesa del nuovo furgone attrezzato come ufficio mobile, il progetto “Punti di contatto” è stato comunque attivato e portato avanti con gli altri veicoli già in dotazione. E la nostra Polizia Municipale ha compiuto un importante sforzo in termini di organizzazione logistica e tecnologica per raggiungere gli obiettivi individuati di maggiore efficienza del back office, di visibilità nel territorio, accoglienza dei cittadini, efficienza della comunicazione.

Tutto questo per rafforzare il rapporto con i cittadini e potenziare l’impegno per la tutela della loro sicurezza. Crediamo che anche Pompignoli non potrà che compiacersi di questo impegno. Infine, una precisazione per il quanto riguarda il progetto di Cesena candidato a finanziamento per il 2017, che secondo Pompignoli era “tanto poco significativo da essere escluso a priori dalla graduatoria dei progetti finanziati dalla Regione Emilia Romagna”. E’ vero che non si è classificato fra i primi dieci, e quindi non ha potuto accedere a contributo, ma si è comunque piazzato al 14esimo su 24 presentati. Evidentemente non era poi così tanto poco significativo.