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Forlì. In attesa della sezione performativa, domenica mattina abbiamo una preview della sezione musicale del festival Ipercorpo, che giunto alla sua XV edizione, va alla ricerca del “padre”. La Sezione musicale, a cura di Davide Fabbri ed Elisa Gandini è intitolata IN ASCOLTO, pone e rinnova con forza il tema del padre, ovvero le modalità di assorbimento di quanto ci è dato (a)udire attraverso una proposta che sottolinea la ritualità e la spazialità. Il 20 maggio (ore 11.00 e ore 19.00), come anticipazione del festival, “Le visioni di Zosimo”_ CONsensu Patris, un’esperienza musicale affidata a più artisti (Pieralberto Valli e Valeria Sturba, Andrea Faccioli, Chris Yan, Daniela Manusardi e Guido Manusardi, infine il giovane Piero Conficoni) ognuno col proprio segno, il proprio suono e il proprio spazio dedicato all’interno dell’EXATR. Un luogo che per un giorno, uno soltanto, si trasforma in una cattedrale. Una mutazione che si fa racconto attraverso il suono. Un suono che proviene da dove sta il Padre e si frammenta in molteplici piccoli mondi, tanto autosufficienti da essere intimamente legati l’uno all’altro. Servigio (a servizio) indaga la dimensione liquida del suono, del suo saper essere oceano, del suo occupare uno spazio di onde e luce, della sua valenza architettonica. Seguendo un percorso d’ispirazione minimalista, il punto di partenza e quello di arrivo sembrano coincidere. Dal 24 al 27 maggio si susseguono quattro ascolti filodiffusi, uno per serata (Figli, Satelliti, Macchine, Silenzio) “accompagnati” dall’opera installativa di Elisa Gandini Furore Bianco, un piccolo spazio in cui sperimentare la dimensione del proprio, personalissimo, suono.

La suggestione che è alla base del Festival di quest’anno ha ispirato anche la sezione teatrale e performativa che entrerà nel vivo dal 24 al 27 maggio nei suggestivi spazi dell’EXATR. La grande autorimessa, uno dei più significativi edifici forlivesi dell’architettura del Razionalismo, è oggetto di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana che vede impegnati Città di Ebla, il Comune di Forlì e l’Associazione Spazi Indecisi, con il co-finanziamento della Regione Emilia Romagna. La programmazione teatrale si chiuderà domenica al Teatro Comunale Diego Fabbri, con cui Ipercorpo prosegue la pluriennale collaborazione per la realizzazione della Stagione di Contemporaneo.

Teatro, danza e video danza, arti visive, musica concentrati in cinque giorni che danno vita ad un “ipercorpo” delle arti che si fonde con il territorio e i luoghi del festival e si modella anche attraverso la relazione fluida creata con il pubblico nel corso del tempo.

«Cosa chiediamo a Ipercorpo 2018? Chiediamo che sia spazio di pace, multietnico e multiculturale. Che abbracci l’Europa e il mondo senza dimenticare il quartiere e la città in cui Ipercorpo ha luogo. Che operatori internazionali e artisti si spingano oltre la loro prossimità. Che gli spazi legati alla trasmissione e alla condivisione del sapere, i laboratori, vivano fortemente la loro processualità e la portino verso il pubblico sfuocando il centro costituito dall’atto finale, il momento della rappresentazione. Che si riesca a favorire la scoperta dell’ignoto, che miracolosamente le diverse umanità che attraversano Ipercorpo possano sfiorarsi»