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Ravenna. L’idea di ragazze che giocano a rugby fa ancora fatica a liberarsi del preconcetto di sport da maschiacci e non adatto alle bambine e alle ragazze.

Invece, e questo il Ravenna Rugby F.C e l’Istituto Comprensivo Statale San Biagio lo hanno visto ogni volta che una bambina Under 8 correva in campo con una palla ovale tra le braccia, non vi è nulla di più sbagliato: si può essere femminili e rugbiste allo stesso tempo, acquisendo piuttosto sicurezza e capacità di leggere la realtà in modo personale e originale, e di sapersi rapportare più adeguatamente ad essa.

Sopportare la fatica, vincere i timori e la paura del placcaggio, ad esempio, o i rigori dell’inverno sui campi, ghiacciati o fangosi che siano, stimola capacità di resilienza, di tenuta, di spirito di squadra e pensiero divergente che sono un’ottima base di sviluppo per le giovani donne moderne che il club e la scuola vogliono crescere.

Lo sport deve divertire, far maturare e crescere e il rugby può assolvere appieno questo ruolo anche in chiave femminile.