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Il bitcoin può influenzare l’economia reale? Secondo una ricerca condotta dalla Cambridge University nel 2017, il 37% degli exchange di monete digitali mondiali risiede in Europa e una larga fetta consente l’acquisto con euro. Questo significa che si va sempre più verso un rapporto stretto tra valute digitali e reali.  

Il 2017 ha certificato che le criptovalute sono un passo verso il futuro. Tutti i principali altcoin, infatti, hanno compiuto decisi balzi in avanti sul mercato finanziario. La loro domanda d’acquisto è schizzata alle stelle. Questo boom ha messo in allerta anche le grandi industrie americane. Basti pensare al caso Amazon. Il colosso leader dell’e-commerce ha comprato domini strategici a suo nome come amazonethereum.com, amazoncryptocurrency.com e amazoncryptocurrencies.com nell’ottica di un possibile utilizzo delle criptomonete come futuro sistema di pagamento.

Ad onor di di cronaca va detto che, attualmente, il numero delle persone che effettuano transazioni in BTC è ancora molto basso. Si parla dello 0,4% della popolazione mondiale, pari a circa 25 milioni di persone. Tra queste, venti milioni circa utilizzano i bitcoin, mentre gli altri 5 milioni prediligono gli altcoin come Ethereum o Ripple. Questi numeri sono destinati comunque ad essere aggiornati se è vero che Coinbase, la più grande piattaforma di exchange del mondo, ha superato i 10 milioni di iscritti e continua ad avere un trend di migliaia di nuove utenze al giorno.

Criptovalute e Finthech

Uno dei fattori che sta spingendo sempre più in alto le criptovalute è il forte legame con la Fintech, ovvero la Financial Technology. Basti pensare allo stretto rapporto tra i bitcoin e le ICO per darsi un quadro della situazione. Nell’ultimo anno le Initial Coins Offerring (ICO) hanno avuto un vero e proprio boom, costringendo i vari stati nazionali a guardarsi intorno per cercare una strategia comune.  Questo ha portato numerose associazioni a chiedere una regolamentazione che, al momento, non è arrivata. A tale riguardo, la UE ha già fatto sapere che entro il 2019 verrà presentata una legge regolativa sul tema criptovalute. Nel frattempo, però l’Unione Europea punta a diventare un polo mondiale delle fintech, con l’opportunità di ottenere il massimo dei vantaggi offerti dal nascente mercato unico.

Ad oggi, la Financial Technology è in rampa di lancio. Basta un dato a spiegare questo successo: nel 2017 gli investimenti in questo settore sono stati di poco superiori a 2 miliardi di dollari. Per questo motivo è staro varato un piano che mira a sfruttare il rapido sviluppo delle nuove tecnologie e al tempo stesso a rendere i mercati più sicuri e di più facile accesso per i nuovi operatori.

La Ue ha anche creato l’Osservatorio e forum dell’Ue sulla blockchain, che riferirà in merito alle sfide e alle opportunità delle criptovalute nel corso del 2018. La Commissione sta lavorando a una strategia globale sulla blockchain per tutti i settori dell’economia proprio perché, al di là delle parole di circostanza, ha compreso che il rapporto tra l’economia reale e quella virtuale si va facendo sempre più importante. Si può quindi rispondere affermativamente alla domanda posta all’inizio: le criptovalute, nonostante lo scetticismo che continua ad accompagnarle, stanno lentamente influenzando le abitudini finanziare mondiali.