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Forlì. Si è conclusa un importante attività investigativa anti-caporalato, che ha consentito ai carabinieri della Compagnia di Forlì di procedere alla denuncia in Stato di Libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì per il reato di: “Intermediazione illecita e sfruttamento al lavoro”, un cittadino rumeno di anni 58 abitante nel ravennate (affittuario di un immobile in Forlì), avendo reclutato una moltitudine di persone come manodopera destinata presso aziende compiacenti delle province di Forlì e Ravenna, in condizioni di sfruttamento (per aver sottoposto gli stessi a condizioni alloggiative degradanti) ed approfittato dello stato di bisogno.
La delicata indagine iniziata nell’estate del 2017, unitamente al personale del Comando Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Forlì, allorquando si veniva a conoscenza che, in questo viale Bologna, presso un’abitazione, erano alloggiati circa 20-30 persone, di nazionalità rumena che espletavano attività lavorativa nel settore agricolo e che verosimilmente era in atto un’attività di sfruttamento.
I militari operanti effettuavano un servizio di osservazione nei pressi della citata abitazione che permetteva di notare la presenza di diverse autovetture con targhe di nazionalità rumena, parcheggiate all’interno del cortile antistante ed adiacente l’abitazione in questione, nonché la presenza di numerose persone che erano presenti sia all’interno che all’esterno della citata abitazione. Dai primi accertamenti condotti era possibile stabilire che l’unica persona ufficialmente residente era un cittadino rumeno, che risultava anche essere il proprietario di alcune autovetture parcheggiate nel cortile dell’abitazione e che l’abitazione in questione fungeva da “dormitorio” di persone, per lo più di nazionalità rumena, stipate in più stanze ghetto, in assoluta promiscuità tra uomini e donne, che svolgevano attività lavorativa in agricoltura, in spregio alle leggi vigenti e a qualsiasi tipo di tutela.
Nel prosieguo delle indagini venivano eseguiti alcuni accessi ispettivi presso note aziende agricole delle provincie di Forlì e Ravenna, ove lavoravano le persone che alloggiavano e dormivano nell’abitazione di viale Bologna. Cosicché venivano individuati n. 3 cittadini stranieri non assunti regolarmente alle dipendenze di una impresa agricola del faentino, motivo per il quale il Nucleo Ispettorato del lavoro procedeva alla sospensione dell’attività imprenditoriale e alla contestazione amministrativa di € 11.000 relativa al personale trovato senza comunicazione di assunzione.
Altresì, i militari eseguivano una perquisizione domiciliare delegata dalla Procura della Repubblica di Forlì presso l’abitazione di Forlì, accertando le condizioni degradanti in cui vivevano le persone che alloggiavano in quell’immobile, rinvenendo nella disponibilità dell’indagato (che era l’affittuario dell’immobile), del denaro contante che aveva ricevuto poco prima da parte delle persone che occupavano l’immobile, che veniva sottoposto a sequestro.

Nella circostanza, durante il blitz serale, all’interno della citata abitazione forlivese di Viale Bologna, erano presenti n. 26 cittadini di nazionalità romena, che dimoravano nelle stanze dell’immobile risultati tutti braccianti agricoli.
Le condizioni miserevoli dei lavoratori venivano documentate, con rilievi fotografici e video, accertando le pessime condizioni igienico sanitarie in cui vivevano i vari alloggiati. Costoro per usufruire dell’alloggio corrispondevano la somma mensile di € 200 e, in taluni casi, pagavano anche l’indagato per essere accompagnati sul luogo di lavoro, d’accordo con i titolari delle aziende agricole.
In merito a fatti descritti, in questi giorni, la Procura della Repubblica di Forlì ha emesso l’Avviso della conclusione delle indagini preliminari nei confronti della persona sottoposta ad indagini (art. 415 bis c.p.p.), ovvero nei confronti del rumeno sfruttatore di anni 58, attualmente ancora abitante nel ravennate pur mantenendo la residenza anagrafica in Forlì nell’abitazione ghetto di Viale Bologna. Nei confronti dell’indagato si procede in relazione al reato di Caporalato aggravato dal numero dei lavoratori reclutati superiore a tre e per la seguente fattispecie:
“per il reato di cui all’art. 603 bis c.p., perché reclutava manodopera, in particolare lavoratori di nazionalità rumena, destinati al lavoro presso aziende agricole delle provincie di Forlì e Ravenna, in condizioni di sfruttamento (retribuzione dei lavoratori secondo modalità sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato e sottoposizione degli stessi a situazioni alloggiative degradanti presso lo stabile sito in Forlì, Viale Bologna), ed approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. Con l’aggravante del numero dei lavoratori reclutati superiore a tre.
Fatto commesso in Forlì’ e provincia dal mese di luglio 2017 ad oggi.”