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In occasione di 900fest inaugura, a Forlì, mercoledì 17 ottobre, la mostra dal titolo “L’offesa della razza. Razzismo e antisemitismo dell’Italia fascista”. 900fest, festival di storia del Novecento – che quest’anno, nell’80° anniversario delle Leggi razziali, incontra politici e intellettuali da tutto il mondo sui temi: razzismo, antisemitismo, xenofobia, cosmopolitismo, comunità – ospita una mostra che ricostruisce, attraverso documenti e testimonianze del passato, il razzismo e l’antisemitismo nelle forme che assunsero ai tempi dell’Italia fascista. Fino al 27 ottobre negli spazi della Sala XC Pacifici Comune di Forlì (www.900fest.com)

In occasione della V edizione di 900fest – che si svolgerà dal 24 al 27 ottobre a Forlì con il titolo: Italia 1938 Europa 2018. Antisemitismo, razzismo e xenofobia, crisi della cittadinanza, cosmopolitismo e comunità – inaugura mercoledì 27 ottobre (alle ore 17,30) nella Sala XC Pacifici (ingresso del Comune di Forlì piazza Saffi, 8) la mostra dal titolo: “L’offesa della razza. Razzismo e antisemitismo dell’Italia fascista”.
Realizzata dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’IBC Regione Emilia-Romagna – curata da Riccardo Bonavita, Gianluca Gabrielli e Rossella Ropa – e allestita per la prima volta a Bologna nel 2005, la mostra ricostruisce, attraverso documenti d’epoca e testimonianze, il tema del razzismo e dell’antisemitismo nelle forme che assunsero ai tempi dell’Italia fascista e, in generale, dell’atteggiamento verso il “diverso” in epoca fascista. Una sintesi didattica, dunque, rivolta in particolare agli studenti e ai cittadini interessati ad approfondire una pagina della storia passata per riuscire a meglio interpretare e affrontare gli stessi temi nel nostro tempo.

Il percorso di mostra.
La mostra espone i pannelli dedicati alla “costruzione dei diversi” che analizzano come il regime cercò di creare un’immagine artificiale e stereotipata dei gruppi umani che intendeva escludere dalla cittadinanza, additandoli come dei pericolosi nemici, per rafforzare il modello idealizzato della “razza superiore italiana”, voluta dal fascismo, in cui tutti gli altri italiani dovevano riconoscersi.
In questa sezione la mostra analizza gli elementi principali di questo sistema di pregiudizi, esaminando – per temi – alcuni materiali esemplificativi della produzione propagandistica di regime, illustrando le origini storiche e il funzionamento di quell’immaginario razzista.
Si procede con i pannelli dedicati all’ideologia in cui vengono presentate, in forma semplificata, le correnti di pensiero che costituirono la base teorica del razzismo fascista. Esso infatti non fu caratterizzato da un’unica teoria; le sue caratteristiche emersero dal concorso e dallo scontro tra diversi filoni di pensiero. Nella necessaria schematizzazione si può parlare di razzismo biologico, fondato sull’antropologia umana e sulla genetica, di nazional-razzismo, che accentua gli aspetti nazionalistici, di razzismo esoterico-tradizionalista, di netta matrice antimoderna e di antigiudaismo cattolico, erede di una ostilità antiebraica di lunghissimo periodo.
Questa natura polimorfa dell’ideologia razzista divenne particolarmente evidente nel periodo 1938-1943 quando, dietro gli atti ufficiali della persecuzione, si svolsero veri e propri conflitti per l’egemonia. La posta in gioco era la gestione degli spazi di propaganda (riviste come “La difesa della razza”) e la guida degli apparati preposti alla politica razzista (come l’Ufficio studi sulla razza del Ministero della cultura popolare e il Consiglio superiore per la demografia e la razza del Ministero dell’interno).

La mostra poi analizza le persecuzioni razziste messe in atto dal regime nelle colonie e in Italia. Queste pratiche furono indirizzate principalmente contro gli africani e gli ebrei, ma arrivarono a colpire anche quegli italiani accusati di tradire l’appartenenza e il prestigio della “razza” come gli omosessuali o gli zingari, perseguitati perché portatori di caratteristiche invise al regime fascista.
Nella parte dedicata al razzismo coloniale alcuni pannelli riguardano la politica di sopraffazione che rappresentò un elemento di continuità tra il colonialismo dell’Italia liberale e gli anni del regime quando alcune pratiche già avviate in età liberale conobbero un significativo inasprimento.

“L’offesa della razza” è il seguito di un percorso iniziato nel 1994 a Bologna, e poi in molte altre città italiane, con la mostra itinerante “La menzogna della razza. Documenti e immagini del razzismo e dell’antisemitismo fascisti”.
Oltre al catalogo pubblicato nella collana ERBA della Soprintendenza, è stata approntata anche una guida, delle Istruzioni per l’uso rivolte in special modo agli studenti per invitarli ad approfondire i temi trattati con indagini da svolgere, con l’aiuto degli insegnanti, negli istituti che conservano documentazione storica del periodo contemporaneo.

900fest è promosso da: Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, Fondazione Alfred Lewin, Biblioteca Comunale “A. Saffi” di Forlì, Anpi Forlì-Cesena, Associazione Mazziniana Italiana Sezione “G. Bruno” di Forlì, Fondazione L. Lama, Cooperativa Ricreativo Culturale Alessandro Balducci – Forlì, Cgil, Cisl, Uil, Arci, Endas Forlì, Unione degli Universitari Forlì.
In collaborazione e con il patrocinio di: Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Provincia di Forlì-Cesena, Dipartimento di interpretazione e traduzione, Unibo, Atrium, Insmli, Masque Teatro, Emilia-Romagna festival.

Orario: 9-12.30; 15-19
Ingresso libero