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“Forza Italia sta ragionando sul programma per cambiare pagina a Forlì, e fare, insieme alle forze di centro-destra, un contratto con i Forlivesi, realistico e da rendicontare spesso.” Scrive Vanda Brunacci di Forza Italia e prosegue “L’alleanza di centro-destra è la più credibile per guidare Forlì dal 2019 in poi. Ma appare subito che tra Forza Italia e la Lega, pur prevedendo una forte sintonia sul programma, c’è un’importante divergenza su Alea, la nuova società in house dei rifiuti, una delle pochissime scelte su sui Forza Italia ha votato a favore.

Il Capogruppo Mezzacapo afferma che la Lega è l’unico partito a Forlì che si è astenuto o non ha partecipato al voto sulla nascita di Alea: però non spiega se la Lega è anche contraria al “porta a porta”. Muove solo critiche ad Alea e ai suoi errori di partenza. È un punto cruciale da chiarire: se la scelta di creare Alea è sbagliata, ciò significa che era meglio far continuare la gestione di Hera. Hera era diventata una multi utility, colosso del business, in cui Forlì non contava più niente, senza trasparenza e rendiconti su costi e ricavi.

I Forlivesi hanno pagato la Tari sempre ad occhi chiusi, senza potere capire se l’aumento della raccolta differenziata dava frutti; il Sindaco di Forlì era impotente nel pretendere il costo delle spese e dei guadagni. Ma oggi, pur se Hera ha perso la raccolta dei rifiuti, mantiene a Forlì uno strapotere enorme, perché le locali maggioranze PD, le hanno assegnato, nel tempo, con convenzioni ma senza gara, servizi importanti: la gestione dell’inceneritore, delle reti del gas e dell’acqua, la pubblica illuminazione, il tele-riscaldamento, i servizi cimiteriali. “Unica Reti” poi, partecipata  provinciale, ha assegnato da sempre le reti del gas e dell’acqua ad Hera; fin dal 2009 avrebbe dovuto attivare una gara perché finisse l’egemonia assoluta di Hera “senza bandi”: però dopo 9 anni di bandi neanche l’ombra. Quindi Hera non può passare per vittima. Quando poi il Comune di Forlì ha espresso la volontà di creare una società per il “porta a porta”, autorizzata da Athersir, Hera avrebbe potuto fare due controproposte: a) lanciare direttamente e sperimentalmente il “porta a porta”; b) presentare finalmente il conto ai Forlivesi delle spese e dei ricavi ottenuti dai rifiuti differenziati venduti e non inceneriti. Seppur con ritardo enorme, avrebbe avviato la strada della trasformazione e del rendiconto.

Ad essere obiettivi, non c’è quindi nessunissima ragione e non è neanche pensabile che la Lega a Forlì voglia fare il difensore di Hera. Noi di Forza Italia, crediamo che, al di là di qualche equivoco, la Lega sia, al parere nostro, solamente preoccupata del controllo della nuova società Alea, della qualità del servizio, dei conti delle spese e dei ricavi. Il percorso di Alea è da seguire ad occhi aperti, sia sulla salute della società che sulla bontà del servizio erogato.

Noi di Forza Italia non presteremo quindi orecchio ai “nostalgici” di Hera, che alimentano, a priori, scontento, ma seguiremo con rigore le giuste lamentele ed ansie, nonché dei Forlivesi, nonché il rendiconto dei ricavi dei rifiuti vendibili. Saremo esigenti per le tariffe e i costi a carico dei cittadini.

Il “porta a porta” è una pratica virtuosa e comporta per i Forlivesi obblighi e sacrifici. Ma è una strada “buona” che fa dei Forlivesi protagonisti importanti. È poi l’unica strada per far vivere la fiammella della riduzione delle potenzialità dell’inceneritore. Purtroppo, può succedere che i Forlivesi, con fatica, con il “porta a porta”, riducano i rifiuti da incenerire ma che, in base a decreti nazionali come lo Sblocca-Italia, i rifiuti arrivino da altre zone d’Italia. Però, potremo avere più forza per fare grandi battaglie, al fine di fare meno bruciare l’inceneritore; e quelle grandi battaglie potranno dare buoni frutti in prospettiva.”