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Cervia. È lunga 8 km la duna di sabbia realizzata ogni anno dalla Cooperativa bagnini di Cervia lungo le spiagge che comprendono Cervia Milano Marittima Pinarella e Tagliata come barriera a protezione delle mareggiate. Un’operazione indispensabile che si ripete da 30 anni per preservare gli stabilimenti balneari, il lungomare e le zone urbanizzate in prima linea con un investimento annuale di circa 300.000 euro totalmente a carico degli imprenditori balneari. Una spesa destinata a crescere quando le mareggiate aumentano di numero e intensità come quella che si è abbattuta sulle coste italiane la scorsa settimana. La duna, un vero e proprio “muro” eretto in tempi record entro la metà di ottobre prima della mareggiata, ieri è stata ripristinata dopo i danni subiti. Il presidente Ceccaroni chiede l’aiuto degli Enti pubblici.

Anche per l’inverno 2018/2019 si è ripetuta la realizzazione della “duna”, la barriera di sabbia lunga 8 km e collocata tra il mare e l’entroterra che protegge dalle mareggiate gli stabilimenti balneari, le abitazioni, gli alberghi e le attività commerciali del lungomare.

Una protezione che quest’anno è stata costruita in tempi record, entro la prima metà del mese di ottobre, prevenendo così la grande mareggiata che lunedì scorso si è abbattuta su tutte le coste italiane con effetti devastanti in tante località del belpaese. La Cooperativa bagnini di Cervia è riuscita in questo modo a limitare i danni sul tratto di spiaggia cervese e ieri ha eseguito i lavori straordinari di ripristino della stessa duna che in alcuni punti era stata totalmente cancellata dalla forza del mare.

La realizzazione della duna, che ha un costo complessivo annuale di circa 300.000 euro, è totalmente sostenuta dai 200 stabilimenti balneari di Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata associati alla Cooperativa bagnini. Un costo che si può quantificare in 3 milioni di euro in dieci anni destinato ad aumentare visti i cambiamenti delle condizioni climatiche che sempre più interessano i litorali già martorizzati dal fenomeno dell’erosione marina. Un impegno che è unico in Italia in termini di investimento.

Le caratteristiche della duna – altezza, dimensione, larghezza base, ecc. – sono autorizzate, e quindi vagliate, dal Comune di Cervia e dalla Regione Emilia Romagna. 45 sono i giorni di realizzazione che comprendono anche le operazioni di livellamento, 10 sono le macchine operatrici utilizzate dal personale esperto (nel tratto di spiaggia a nord di Milano Marittima le operazioni sono più complesse perché la spiaggia è più colpita dall’erosione del mare).

Un costo accessorio dunque ma di fatto diventato obbligatorio per via delle sempre più frequenti e devastanti mareggiate, che nel tempo ha assunto un aspetto di protezione civile e di obbligatorietà pubblica, che riguarda bel oltre i confini della spiaggia e a cui non si può più ovviare, vista la sua utilità di difesa della città e nello specifico del lungomare, degli alberghi, degli immobili, delle attività commerciali e attività dei privati, del Circolo nautico, ecc.

“Visto come le condizioni climatiche globali stanno mutando e l’effetto che queste hanno sul mare e di conseguenza sulle coste, è arrivato il momento di chiedere l’intervento degli enti pubblici – commenta Fabio Ceccaroni presidente della Cooperativa bagnini di Cervia –. Sulla realizzazione della duna di sabbia sulle spiagge di Cervia chiederemo al Comune e alla Regione Emilia-Romagna, un tavolo di concertazione per essere sostenuti in un costo destinato ad aumentare a fronte di un servizio di cui usufruisce tutta la città e non solo gli stabilimenti balneari. Dopo una mareggiata come quella della settimana scorsa, così anticipata rispetto alle mareggiate attese, servono provvedimenti immediati per il riconoscimento di aiuti nell’implementazione di adeguate misure di protezione dei litorali cervesi. Sono scomparsi importanti porzioni di spiaggia ma grazie alla realizzazione tempestiva della duna, prima della mareggiata, siamo riusciti a contenere quei danni che hanno subìto invece altre spiagge romagnole e italiane. Questo servizio “di protezione civile” non può continuare ad essere garantito solo dalla Cooperativa bagnini di Cervia”.