- Redazione

Il suo arrivo a Torino ha fatto discutere in tanti, soprattutto i suoi ex tifosi. Non sono mancate, però, le polemiche da parte dei suoi nuovi tifosi visto che – almeno una frangia ristretta della tifoseria juventina – ritiene Sarri inadatto allo stile Juve. Fatto sta che Maurizio Sarri dopo l’esperienza al Chelsea torna in Italia e si siede sulla panchina più prestigiosa, quella della Juventus. Nonostante lo scetticismo di parte della tifoseria bianconera gli addetti ai lavori ed i siti di scommesse online credono fermamente che la Juve continuerà a primeggiare senza problemi in Italia.

In effetti il passaggio di Sarri alla Juventus rappresenta una vera rivoluzione dal punto di vista comunicativo e non solo. Il tecnico di Figline Val D’Arno è uomo di campo, abituato ad indossare la tuta durante le partite e ad essere burbero, spesso fuori le righe, durante le conferenze stampa. Insomma, quanto di più lontano possibile rispetto al protocollo Juventus.

Al tempo stesso il suo arrivo segna un punto di svolta nella mentalità del club per quanto riguarda la costruzione del gioco e della traccia da seguire lungo la stagione. A capo di questo nuovo progetto il bel gioco, denigrato e bistrattato dai predecessori di Sarri che, però, ne fa una questione filosofica. Potrebbe anche essere una tappa di passaggio, se è vero che Agnelli progetta di portare davvero Guardiola a Torino per presentarsi con un allenatore top al momento in cui la Juventus dovrà entrare nell’élite della nuova Champions League o Superlega. Sarri sarebbe, insomma, una sorta di apripista e modellatore di una nuova mentalità, prima ancora che di un nuovo modo di giocare.

Il Sarri giunto a Torino è decisamente diverso da quello che ha allenato ed incantato per tre anni il Napoli.  Meno integralista nelle sue scelte, più ampio nella rotazione della rosa, forse meno attraente da vedere ma più efficace visto che è riuscito a migliorare la classifica dei Blues nella Premier League (da quinto a terzo) e, soprattutto, a vincere l’Europa League che spesso nel recente passato è stata l’antipasto di un’ottima Champions.

A Torino dovrà essere meno rigido nel suo integralismo tattico, con rotazione di calciatori alla ricerca della soluzione più adatta (anche cambiando nel corso della stagione). I tifosi inglesi non hanno apprezzato il Sarriball, ma hanno visto anche altro: un calcio più verticale per innescare le corse di Hazard e la profondità di Giroud.

E poi la fine del dogma dei titolarissimi, quel manipolo di fedeli che a Napoli aveva cercato di vincere lo scudetto giocando in 12. Alla Juve dovrà essere così non potendo immaginare di utilizzare metà delle armi messe a disposizione da Paratici.

Il modulo

Come giocherà la Juventus di Sarri? Probabilmente col 4-3-3, vero e proprio marchio di fabbrica dell’allenatore toscano. Attenzione però anche al 4-2-3-1 ed al 4-3-1-2, visto che ad Empoli l’allenatore toscano amava giocare col trequartista, in quel caso Saponara, ruolo che alla Juventus potrebbe spettare a Paulo Dybala, reduce da una stagione piuttosto negativa ed in forte cerca di riscatto.

Quel che è certo è che Sarri avrà molto da fare a Torino, soprattutto dovrà guardarsi dagli avversari come Napoli ed Inter che si stanno rinforzando in maniera importante.