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Tempo di bilanci per la Cooperativa bagnini di Cervia che al primo Consiglio d’Amministrazione di fine estate ha visto all’ordine del giorno diversi temi tra cui il discusso calo del numero dei turisti sulle spiagge che ha caratterizzato l’estate 2019.
“È una stagione che apre parecchie riflessioni – afferma Fabio Ceccaroni, presidente della Cooperativa – perché abbiamo registrato (visibile a occhio nudo) una diminuzione delle presenze, soprattutto nel mese di luglio. Non c’è dubbio che dobbiamo lavorare per aumentare la nostra attrattività, ma siamo anche contenti dei dati che emergono dalle indagini condotte su alcuni campioni di turisti che certificano l’alto gradimento sui temi della sicurezza e della qualità dei servizi erogati dalle spiagge”.
Dati alla mano, i turisti scelgono le spiagge delle località cervesi in primis perché si sentono sicuri, percepiscono una tranquillità, anche per i propri cari, bambini e anziani, che alza la qualità della permanenza in spiaggia. Poi al secondo posto si classificano i servizi e tra questi c’è senza dubbio la ristorazione di qualità.
“Sul tema della ristorazione in spiaggia emerge il gradimento del turista che ormai dà per scontato questa opportunità. E le spiagge di Cervia non possono non essere pronte a soddisfare la domanda del cliente – spiega Ceccaroni – che chiede il pranzo o la cena in spiaggia, esigenza che nel caso della cena veniva colmata dalle vicine Lido di Savio e Cesenatico. Si potrebbe affermare che l’imprenditore balneare potrebbe fare a meno delle cucine, visti i costi che deve sostenere, ma nel sistema turistico attuale non si può tornare indietro in questo senso. È lo stesso dato che si trova nello studio commissionato alla Bocconi dal sistema associativo cervese. I consulenti bocconiani scrivono che la spiaggia è uno degli elementi di forza del turismo di Cervia, sottolineando “sicurezza” e “ristorazione di qualità” come caratteristiche più gradite. Pensiamo che continuare a considerare la ristorazione in spiaggia come una delle cause della crisi delle località cervesi, sia un segnale della mancanza di visione dei veri problemi che dovremmo affrontare insieme all’impresa alberghiera per il 2020. La vera necessità è innovare il sistema e renderlo “snello” per poter soddisfare le richieste del turista moderno che oggi prenota una vacanza fatta di cinque o di tre giorni di permanenza”.
Altri temi sul tavolo della Cooperativa bagnini riguardano il problema della diffusione del consumo dell’alcol tra i minori, problema che i balneari considerano trasversale e per il quale necessita un’azione corale di intervento e di educazione che porti a risultati immediati.
La Cooperativa sostiene poi fermamente il progetto di riqualificazione del lungomare di Milano Marittima e non comprende come permangano ancora dubbi e perplessità nonostante la questione ambientale sia tornata prepotentemente al centro delle politiche turistiche delle principali destinazioni leader.
E ancora apre il dibattito sui 90 alberghi presenti nella parte nord di Milano Marittima, privi di una viabilità ciclopedonale sostenibile e sicura che consentirebbe l’accesso delle migliaia di ospiti al centro commerciale di Milano Marittima con evidenti benefici per le imprese centrali. E che dire del retro spiaggia di Pinarella? A quando una valorizzazione?
Sulla lotta all’abusivismo commerciale, infine, si prende atto ancora una volta del successo del progetto “spiagge sicure”. Ma il contribuito della Cooperativa, che aveva previsto un finanziamento di 240.000 euro in 4 anni, è arrivato nel 2019 all’ultimo anno. È dunque necessario un confronto con la città in merito anche a questa questione.